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Intervista (plausibile) a un ladro di bici piemontese

Ecco cosa ci stato segnalato dopo l'articolo sull'intervista pi che dubbia apparsa su Wired.

Da Repubblica, articolo a firma di Luca Rastello 18/12/2011 e riportato su cicloimprese.

Stia tranquillo, non ci vorr mica molto. Da buon piemontese, il signor Giovanni si rivolge a me con un rigido "lei" di cortesia. Al tavolo di un caff di piazza, fronte mercato, in una piccola citt del nord. Si discute di furti di biciclette, fra intenditori. Mi creda, c' meno attenzione, la gente ci bada meno. Non pi il tempo che se ti rubano la bicicletta perdi il lavoro. Discretissimo sfoggio di cultura: non c' neanche bisogno di citare esplicitamente De Sica, fra gente di mondo. Del resto Giovanni ha l' et per ricordare il film e forse, frugando nell' infanzia, anche il trio Lescano che cantava Ma dove vai bellezza in bicicletta. Certo, anche che c' pi traffico, pi bici in giro: un po' la crisi, un po' il fatto che oggi anche i Comuni promuovono... Sa quell' iniziativa.... Bike sharing? Quello. Ma perch in inglese?. Un momento di silenzio, poi riprende: Diciamo che c' tendenza? E quindi aumenta la domanda. Domanda di biciclette rubate: secondo i dati delle associazioni di appassionati (Federazione italiana amici della bicicletta in testa) il 18 per cento dell' intero parco bici circolante composto da veicoli rubati, uno su cinque. Le grandi citt registrano una media di venticinque furti al giorno, e molti di pi se ne contano in provincia dove il mezzo pi usato e la viabilit pi amichevole. Si pu dire che la bicicletta ha sostituito l' autoradio degli anni Settanta e Ottanta nelle brame dei ladri di strada. [...]. Intanto qui al bar si chiacchiera, stiamo certamente per parlare della civilt dell' auto e della civica resistenza a pedali, ma il signor Giovanni mi tocca il braccio: Guardi quello l. Un uomo con un giaccone pesante lega la sua bici accanto alle altre alla transenna che proteggono il marciapiede. Giovanni fa un gesto degno di Holmes quando stupisce Watson: Matematico. Basta sapere i posti, come per andare a funghi. Pochi secondi e l' uomo con il giaccone si allontana pedalando. Il signor Giovanni per mi fa notare che la sua bici ancora l, alla catena. Mi ha distratto con un trucco da prestigiatore, la mia retina non ha fermato un solo movimento sospetto, e ora Giovanni fa sfoggio di pazienza spiegandomi la tecnica: Viene in bici, la tronchesina sotto il giubbone. Lega la sua accanto a quella che ha scelto, poi zac! Un colpo solo e se ne va sull' altra. La sua la lascia anche per giorni, quindi, fra parentesi, si rilassi che non c' proprio da far denuncia. E poi roba da piccolo cabotaggio: una o due bici al giorno. Basta un colpo? Chiaramente ha individuato la catena debole: ce ne sono di ogni tipo, ma mi creda: quella sicura al cento per cento non esiste. Ci sono quei tubi a U che vanno di moda adesso.... Archi rigidi. Quelli (come dire: La smette di interrompermi?). Sono duri per la tronchesina. Ma l il punto debole la serratura, si apre con il cacciavite. Pensi che all' inizio bastava una penna bic, che ha lo stesso esagono delle vecchie serrature. Giovanni annusa l' aria e offre un bicchiere di vino: Far nebbia, dice. La nebbia gli piace, ma non per ragioni professionali. che gli ricorda la giovinezza qua nelle basse, storie di ragazzee biciclette: Prendevamo dei bei freddi, va' . Per andare a ballare. Adesso lo prende a lavorare, il gelo. Eh s, ma ho il furgone, non cos dura. Sa, ho scelto questo lavoro perch non faticoso. Alla mia et capir. Non ti fa ricco ma permette di sopravvivere. E poi d meno problemi: niente numeri di telaio, niente libretto di circolazione. Lui, quando fa notte, va in giro con un furgone. Punta una citt non troppo lontana da quella dove vive. Stanotte ha scelto Pavia. Ma solo come direzione: mentre vado giro i paesi sulla strada, se trovo lavoro prima chiudo l e torno indietro. Ha una certa et. Come i suoi colleghi pi famosi e sfortunati: Nonnofurto, per esempio, alias Francesco Cameriere, 74 anni, arrestato a Roma, o il pensionato settantunenne preso a Grosseto. Ha le sue passioni: Mi piace battere la Liguria, ma anche Vercelli, la Lombardia. Poi vado matto per Saluzzo, Cuneo, Fossano. Ah, Arona! Bellissima!. Non lavora nelle grandi citt: L il tasso di delinquenza alto e la gente si protegge di pi. Nelle piccole trovi porte pi deboli. E girano pi soldi, la merce pregiata. Non usa attrezzature particolari: Il valore della merce relativo. Conta la quantit. Se raccogli dieci, quindici bici in una notte allora bonanza. Ma in media nei fai da tre a cinque. Tutto sta a individuare il sobborgo giusto: Palazzine nuove, giardini condominiali, non troppo in centro. Poi scendere a dare un' occhiata alle serrature: Senza attrezzi. Non che girare con i ferri da scasso sia il massimo della prudenza.... Poi, recuperati gli arnesi, aprea colpo sicuro: Se gira bene basta l' androne con quelle belle rastrelliere. Ma poi ci sono le cantine,e l non prendo solo le bici. Ci sono le precedenze: per esempio la carne vale di pi. Il meglio quando trovi un freezer: ti porti via anche quello. C' chi lascia lo champagnee ci sono bar e ristoranti che usano le cantine condominiali come magazzino. Prende solo bici nuove: Le pi richieste sono quelle eleganti da uomo coni frenia bacchetta. Non quelle da corsa? No, quelle vere si fanno fare dagli artigiani, mica si comprano rubate. Una volta mi capitato: pi una disgrazia che altro. Provo a portarla a un pensionato che chiamavamo "Bartali", un patito. Quello la esamina e mi fa: "Se sai a chi darla prendi quel che ti offrono perch questa non la vendi mai pi". Pensavo volesse fregarmi, ma aveva ragione. L' ho data via otto mesi dopo per 60 euro. Un disastro. Non vende pi su piazza? No. Ci sono i ricettatori. Non obbligatorio dare a loro, ma se servono "pochi, maledetti e subito" solo loro te li garantiscono. Poi loro fanno la vagonata e portano la roba lontano. Corrono un rischio grande: sanno chi fornisce la merce ma non sanno da dove viene, devono cambiare piazza. Ho sentito anche all' estero. Pu darsi, ma a me non risulta, i colleghi che conosco sono tutti italiani e lavorare per uno straniero significa guadagnare poco. Ma non pensi a organizzazioni, eh? Voi giornalisti cercate sempre qualche mafia, anche dietro alle patatine. L' organizzazione costa, ci sono settori che rendono di pi. Sa qual il massimo dell' organizzazione?. Dica. Che a volte tiro sul furgone qualche collega, magari se trovo un palazzo che non posso fare da solo. E alla fine si litiga sui prezzi di vendita. Sempre. Ecco, questo il massimo dell' organizzazione. Almeno si dividono le spese: benzina, manutenzione, ferri... E le decalcomanie: sa quelle che mette chi ti vende la bici. La rendono rintracciabile. Io le faccio fare e le sovrappongo. Se al ritorno mi fermano i carabinieri dico che sono stato a un mercatino dell' usato (dove non fanno ricevuta!). Il rischio maggiore per strada. Sa, si ruba fuori provincia perch le vittime poi cercano nel capoluogo e a volte ti pinzano: uno di Alba mi ha preso. Io pensavo che avrebbero cercato a Cuneo, invece quello era furbo e mi ferma a Porta Palazzo, Torino: "Quella bici di mio figlio". Provo a portarlo a spasso: "L' ho appena comprata, ho dato 50 euro, vuol mica che ci rimetta?" Ma era uno sveglio: "Io posso farti rimettere molto di pi". Mai pi ad Alba, mi creda. Giovanni, come ha iniziato? Ho imparato da un amico che lavorava nelle cantine come me, ma spediva la merce in treno, allora costava poco. Io dovevo aspettare alla stazione con i tagliandi, ritirare, vendere. Lui guadagnava tanto e io poco. Il salto con l' idea del furgone: mi sono messo in proprio. Adesso me la cavo. Si incupisce un poco, Sa, per noi non c' pensione, nessun ministro si commuove. Ma a lei la crisi conviene, no, signor Giovanni? Ah beh, con quel che costano i carburanti. Sa che quando ho sentito di nuovo la parola "Austerity" son tornato giovane?. Si congeda - Stia bene! - va via a passi lenti, per una sera ha dato spettacolo e torna nella nebbia. Non mi viene da augurargli buon lavoro, ma forse buona fortuna s.

Invece no!


 

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